Traina ai calamari

Esistono molti sistemi di insidiare i calamari dalla barca. Negli ultimi anni si è aggiunto quello della pesca a traina, che si è dimostrato essere valido soprattutto durante le ore notturne. La pesca ai calamari avviene di solito nel periodo invernale, da ottobre a marzo, anche se in alcuni luoghi della nostra penisola, il periodo si allunga dalla fine d’agosto alla fine di maggio. Con il passare degli anni, la pesca ai calamari ha subito, come d’altro canto molte altre tecniche, l’evolversi dei tempi, in altre parole, sono state trovate delle migliorie che tendono a effettuare catture sempre più numerose. La pesca a traina ai calamari avviene in diversi modi secondo gli usi d’ogni singolo pescatore. Si pesca così a lenza libera, con l’ausilio della piombatura, con dacron piombato e dulcis in fundo con i piccoli affondatori in linea. Per tale tecnica occorre una barca con motorizzazione tale che permetta una velocità di pesca al massimo di 2 nodi. Si utilizzano solitamente 2 lenze, poste ai lati opposti del pozzetto della nostra barca.

Il calamaro ha afferrato l'artificiale con il tentacolo più lungo rimanendo allamato nel castello

Il calamaro ha afferrato l’artificiale con il tentacolo più lungo rimanendo allamato nel castello

La traina ai calamari con piccoli affondatori tipo Stim, possono essere utilizzate sia canne da traina di libbraggio leggero oppure vanno benissimo anche le lenze a mano. Se nella pesca con le canne si possono impiegare monofili dello 0,35/0,40, per la lenza a mano non occorre andare per il sottile, e quindi uno 0,80 sarà più facile da gestire specialmente quando rifatto nel pozzetto della barca. Se invece andremo ad impiegare affondatori che offrono maggiore trazione in acqua e bene aumentare anche con il diametro del monofilo impiegato nei mulinelli. L’affondatore in linea è un accessorio insostituibile per tale tecnica di pesca, e solitamente tutti tendono a venire in superficie al momento in cui il calamaro si attacca al nostro artificiale. Con tali affondatori sapremo sempre all’istante il momento della presenza del calamaro.

I classici affondatori in linea offrono la caratteristica di aggallarsi nel momento in cui il calamaro si attacca all'artificiale

I classici affondatori in linea offrono la caratteristica di aggallarsi nel momento in cui il calamaro si attacca all’artificiale

Un piccolo suggerimento, è di sistemare una piccola starlite sopra l’affondatore, (sulla lenza madre) in modo da renderlo visibile una volta in superficie anche in piena oscurità. All’affondatore stesso collegheremo il terminale che solitamente varia come lunghezza tra i 10 ed 15 metri, costituito da un nylon di diametro compreso tra lo 0,20 e lo 0,30 millimetri. Gli artificiali da utilizzare sono i classici minnows da cefalopodi, con paletta di plastica e ciuffo d’aghi singolo o doppio sulla parte finale dello stesso.

 

Nella pesca dei calamari con tale tecnica, dovremo sempre tenere presente determinate caratteristiche che tale pesca presenta ovvero:

  • le ore migliori della pesca sono quelle del tramonto, delle prime ore della notte e quelle dell’alba;
  • una volta giunta la preda sottobordo, la stessa andrà sempre recuperata con il guadino per evitare la rottura del fragile tentacolo più lungo;
  • in caso di ferrata e successiva slamatura, controllare sempre l’artificiale che non porti pezzi di tentacoli;
  • variare spesso la velocità di traina in modo da stabilire l’esatta andatura per l’artificiale ed affondatore;
  • trainare anche in prossimità della costa in poco fondo specialmente durante le ore – notturne;
  • cambiare spesso artificiale, come colore e come dimensione in caso di scarse allamate;
  • ritornare spesso sul luogo della ferrata in caso di allamate multiple.
  • preferire sempre le ore di plenilunio.